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Identità e partecipazione civica

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Identità e scuola

Identità scolastica e vocazionale

Formazione dell’identità e del carattere

Identià e benessere

Identità personale e sociale

Identità e partecipazione civica

Un'intervista con Prof. Lyda Lannegrand-Willems e Dr. Cyrille Perchec

Quali erano le domande principali a cui hai cercato di rispondere con la tua ricerca?

Lyda: Innanzitutto, abbiamo incominciato dall’idea che i giovani vogliano trovare il proprio posto nella società e anche che vogliano rispondere alla domanda su chi sono. Ma ci siamo chiesti come hanno definito questo posto. Perciò, le nostre principali domande erano: Quali sono le forme differenti di partecipazione civica dei giovani? E come queste forme sono collegare all’indentità in sviluppo?

Leggi di più... Che risposte avete trovato a queste domande?

Cyrille: Abbiamo identificato diverse forme di impegno civico. Alcuni giovani presentavano una forte partecipazione civica, in diverse modalità formali ed informali. Per esempio, essere membro di un partito, sindacato o organizzazioni politiche, è una modalità moto formale; mentre essere connesso ad un gruppo su Facebook che si occupa di temi politici è un esempio di modalità informale. Ma, alcuni dei giovani erano invece non coinvolti in tematiche politiche o relative alla società. E abbiamo anche identificato una modalità “di attesa”, che è caratterizzata dall’interesse per tematiche politiche e sociali ma senza partecipazione. È come una forma “di mezzo”. E, specialmente qui, gli insegnanti, i lavoratori in campo sociale e gli altri professionisti che lavorano co i giovani hanno da giocare un ruolo fondamentale nel promuovere lo sviluppo personale dei giovani. Un altro risultato interessante era che alcuni adolescenti e giovani adulti erano caratterizzati da un impegno civico passivo, da un’indennità personale problematica e dal rifiuto dell’identità sociale ad un certo punto. Per esempio, se una persona giovane ha un problema a definire il proprio posto nella società e non sa chi è e non sente un forte senso di appartenenza ad un qualsiasi gruppo sociale o una comunità, questo profilo costituisce una situazione di rischio per l’individuo e la società, per esempio in merito alla marginalizzazione e radicalizzazione dei giovani.

Cosa ti è piaciuto di più/hai trovato più eccitante riguardo la tua ricerca?

Lyda: È stato eccitante identificare i vari e diversi modi in cui i giovani si impegnano in questioni politiche e sociali e anche il modo in cui formano la propria identità personale e sociale. Abbiamo davvero apprezzato il fatto di esplorare e descrivere la diversità nell’impegno civico e politico dei giovani.

In che modo può essere utile? Pensate a 2 esempi. Cosa può imparare una persona giovane dalla vostra ricerca?

Lyda: Innanzitutto, i giovani possono imparare che non c’è un modo solo per impegnarsi nella società. Ci sono molteplici modi che vengono sviluppati durante l’adolescenza e sono legati alla propria formazione dell’identità.

Cosa può applicare di essa un insegnante/ persona che opera con i giovani al lavoro con i giovani?

Cyrille: Incoraggiamo gli insegnati e chi lavora con i giovani a organizzare discussioni critiche e dibattiti coni giovani nei temi cladi attuali. Dovrebbero anche promuovere la partecipazione civica e l’azione di comunità dei giovani tramite progetti che mergano dai giovani per i giovani. E questi esempi di azioni possono aumentare i processi di esplorazione dell’identità, favorire anche identità sociali inclusive e rinforzare l’impegno civico nelle sue diverse espressioni.

Alcune informazioni sull’implementazione di questa ricerca: Quante persone vi hanno partecipato, ci sono stati momenti inaspettati o esisti sorprendenti, eccetera?

Questa ricerca è stata condotta in Francia poiché siamo ricercatori francesi. Più di 1200 studenti francesi dai 16 ai 24 anni vi hanno preso parte. Siamo stati stupidi dal numero dei rispondenti e dal loro interesse in queste domande. Perciò ci auguriamo di continuare l’indagine, per esempio esaminando più a fondo perché alcuni giovani sono impegnati e altri no, chi sono, quali possono essere i facilitatori sociali e , dall’altra parte, quali possono essere gli ostacoli percepiti dai giovani.

Cyrille: Perché è molto importante per ognuno trovare il proprio posto nella società.

Quali sono le 4 parole chiave della vostra ricerca?

Lyda: Diversità dei giovani, ovviamente.

Cyrille: Partecipazione civica.

Lyda: E anche identità e convivenza, sì!

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"How is Civic Engagement Related to Personal Identity and Social Identity in Late Adolescents and Emerging Adults? A Person- Oriented Approach"

Authors: Lyda Lannegrand-Willems, Basilie Chevrier, Cyrille Perchec, Alexia Carrizales

"Journal of Youth and Adolescence", Volume 47, Issue 4, April 2018.

Identità e migrazione

Un'intervista con Dr. Rasa Erentaitė

Quali erano le domande principali a cui hai cercato di rispondere con la tua ricerca?

In questo studio ci siamo soffermati sui giovani appartenenti a minoranza etnica e su come sviluppano la propria identità e come affrontano le questioni relative alla propria identità, quale è la più importante per loro.

Leggi di più... Che risposte avete trovato a queste domande?

In questa rassegna della letteratura abbiamo visto che c’è maggior supporto per la tendenza secondo cui la gioventù appartenente a minoranza etnica in Europa potrebbe andare incontro ad una crisi intensa dell’identità in confronto ai pari della maggioranza. Ciò significa che potrebbero mettere in discussione la propria effettiva appartenenza culturale, le proprie relazioni interpersonali, o le proprie scelte occupazionali in maniera più intensa rispetto ai giovani della maggioranza. Da una parte, non sono chiare, sulla base degli studi esistenti, le possibili conseguenze di questo lavoro identitario intensificato – se ciò porta ad esisti i9dentitari meno positivi or i gruppi appartenenti a minoranza etnica o li rende più resilienti, più forti e li faccia trovare in una situazione più favorevole rispetto ai giovani della maggioranza. Alcuni studi supportano questa idea che i giovani della minoranza etnica hanno conseguenze meno favorevoli, mentre altri lo smentiscono. E in particolare – gli studi, che hanno rivelato che i giovani appartenenti a minoranza etnica sono molto attivamente coinvolti come agenti n nel proprio sviluppo identitario, come attori molto creativi che sono in grado di costruire identità ibride, prendendo elementi da gruppi differenti, da contesti differenti e integrandoli nella propria identità. Perciò questa identità ibrida pare possa essere qualcosa di specifico per la gioventù appartenente a minoranza etnica e la rende in qualche modo differente dalla gioventù appartenente alla maggioranza.

Cosa ti è piaciuto di più/hai trovato più eccitante riguardo la tua ricerca?

La cosa più interessante per me è il fatto che alcuni risultati circa come la gioventù appartenente a minoranza etnica sviluppa la propria identità e come gli esisti del processo di sviluppo dell’identità sono, erano esattamente il contrario l’uno dell’altor. Perciò, per esempio, potevi vedere che per una parte dei giovani più l’impegno nei confronti del proprio gruppo etnico era elevato, più l’identità etnica era forte, maggiore era il benessere. Ma per lo stesso gruppo etnico in un altro paese la costruzione della propria identità etnica, il renderla più forte,, poteva portare ad esiti esattamente contrari e questo poteva essere legato a minore benessere. E quando ci confrontiamo con esiti così contrastanti, è molto difficile fare delle generalizzazioni, perciò dobbiamo dire: ok, questo è “dipendente dal contesto” ed abbiamo bisogno di ulteriori studi.

In che modo può essere utile? Pensate a 2 esempi. Cosa può imparare una persona giovane dalla vostra ricerca?

È importante che coloro che lavorano in Europa con i giovani , con i giovani appartenenti a minoranza etnica, predano in considerazione il fatto che la costruzione dell’identità etnica per un giovane appartenente a minoranza etnica richiede molte più risorse e impegno per una persona giovane rispetto ai giovani appartenenti alla maggioranza. Questo significa che questa tematica non può essere sottovalutata e che dovrebbero essere fornire risorse per i giovani perché esplorino chi sono: trovino le identificazioni confortevoli, travino valori e scopi con cui si sentano a proprio agio e così via. Perciò chi lavora con i giovani dovrebbe tenere ciò in considerazione. Un altro tema è relativo al fatto che è difficile dire di più circa i risultati poiché sono molto variegati. Ciò significa che chi lavora con i giovani dovrebbe davvero tenere in considerazione quale sia effettivamente il contesto per il particolare gruppo etnico minoritario con cui ha a che fare. Come è quel pese, quali sono le sue politiche, e anche come il gruppo è percepito dal pubblico generale, se è un gruppo discriminato. Perciò tutto ciò può fare una differenza cruciale quando si considera di quale supporto i giovani hanno bisogno bisogno per sviluppare la propria identità.

Cosa può applicare di essa un insegnante/ persona che opera con i giovani al lavoro con i giovani?

Un messaggio per i giovani è potrebbe essere che devono davvero aver fiducia in sé stesso, nella loro capacità di scoprire cosa è meglio per loro in termini di identità, poiché noi vediamo dagli esempi empirici che i giovani sono in grado di essere molto creativi: possono costruire identità ibride, possono scegliere cosa è più opportuno, cosa è più importante e cosa è più utile per costruire la propria identità. Quindi essere davvero liberi di esplorare, non solo cosa è più a portata di mano, vicino, ma anche identità più generali-, ad esempio globali, multiculturali, come l’identità europea. E queste possono davvero essere risorse per i giovani nel loro sviluppo identitario.

Alcune informazioni sull’implementazione di questa ricerca: Quante persone vi hanno partecipato, ci sono stati momenti inaspettati o esisti sorprendenti, eccetera?

In questo studio non abbiamo raccolto nuovi dati, abbiamo considerato gli studi esistenti e i loro dati e cercato di arrivare ad alcune delucidazioni e generalizzazioni basate su questi studi precedenti. E abbiamo lavorato in un gruppo di 6 ricercatori da tre differenti paesi. Questa ovviamente è stata una sida, ma anche un grande vantaggio. Un vantaggio perché sei menti sono molto utili per aprire la mente, sviluppare intuizioni e per arrivare a nuove idee quando hai bisogno di integrare quei risultati diventa molto difficile lavorare attraverso stati diversi e in un gruppo di sei ricercatori. Questo per me era davvero una novità e la prima esperienza di tale tipologia di lavoro e la parte integrativa finale è stata davvero difficile.

Se la tua ricerca fosse un dispositivo medico, cosa sarebbe?

Direi che questo studio richiama non tanto un particolare strumento ma piuttosto una procedura di indagine medica: quando prendi differenti esempi con strumenti diversi, e provi a fare una diagnosi generale o una valutazione generale di quale sia la situazione del corpo. In questo caso, il corso è la ricerca sull’identità dei giovani appartenenti a minoranza etnica.

Quali sono le 4 parole chiave della vostra ricerca?

Minoranza etnica, Europa, giovani e identità.

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"Identity Among Ethnic Minority Youth In Europe"

Authors: Rasa Erentaite, Lyda Lannegrand-Willems,Oana Negru-Subritica, Rimantas Vosylis, Jolanta Sondaitė, Saulė Raižienė

"European Psychologist"

Identità e scuola

Un'intervista con Dr. Ingrida Gabrialavičiūtė e Dr. Rimantas Vosylis

Quali erano le domande principali a cui hai cercato di rispondere con la tua ricerca?

Rimantas: La domanda principale del nostro studio era investigare come le esperienze scolastiche, nello specifico come una persona si sente a scuola e cosa prova verso la scuola, è legato a come costruisce il proprio senso di sé, che chiamiamo identità.

Ingrida: Volevamo anche vedere se questa influenza era reciproca. Quello che intendevamo, che cercavamo di trovare , era come le esperienze a scuola possono influenzare il processo di formazione dell’identità ed è anche possibile che il modo in cui i giovani costruiscono la propria identità posso influire sul come vedono effettivamente la scuola e come si sentono effettivamente a scuola.

Leggi di più... Che risposte avete trovato a queste domande?

Rimantas: Il risultato principale era che è effettivamente l’esperienza scolastica che influenza come i giovani costruiscono le proprie identità e non il contrario.

Ingrida: Due tipi di esperienza a scuola: l’impegno scolastico – la partecipazione effettiva nelle attività collegate alla scuola, e il burn-out scolastico – il che significa che l’abbandono psicologico della scuola, al senso di esaurimento, erano effettivamente collegati in modo differente ai processi di costruzione dell’identità.

Rimantas: Perciò queste due esperienze scolastiche erano collegate abbastanza differentemente a questi tre stili identitari. L’impegno scolastico, che è l’impegno attivo nelle attività scolastiche, promuoveva soprattutto questo modo più adattivo di affrontare le domande identitarie: lo stile identitario informativo. E il burn-out scolastico promuoveva soprattutto queste altre due strategie, delle quali una consiste nell’evitare le domande identitarie in generale, e lo stile normativo, che riflette l’adesione alle opinioni degli altri significative circa il proprio senso di sé.

Cosa ti è piaciuto di più/hai trovato più eccitante riguardo la tua ricerca?

Rimantas: Credo che una delle componenti sempre più interessanti ed eccitanti della ricerca sia quando si sviluppano ipotesi prima dello studio e quando empiricamente conduci lo studio trovi qualcosa che supporta le tue ipotesi. Questa parte è sempre piuttosto entusiasmante per noi.

Ingrida: Cercare di collegare effettivamente aspetti dell’esperienza scolastica che non erano collegati prima. Abbiamo cercato di collegare come l’impegno scolastico e l’esaurimento a scuola si relazionano con i processi di costruzione dell’identità e abbiamo trovato conferma di ciò. Ciò è stato l’aspetto più eccitante per noi ricercatori.

In che modo può essere utile? Pensate a 2 esempi. Cosa può imparare una persona giovane dalla vostra ricerca?

Ingrida: Il n ostro studio può essere utile ai giovani perché ricorda che può effettivamente essere utile per fare ciò che la scuola chiede di pare: partecipare in classe, prestare attenzione agli insegnati, fare i compiti. Perché non solo aiuta a prendere voti migliori ma aiuta anche a svilupparsi come persona.

Cosa può applicare di essa un insegnante/ persona che operacon i giovani al lavoro con i giovani?

Ingrida: Il nostro studio può essere utile anche ai professionisti che operano a scuola, agli insegante, perché aumenta la loro consapevolezza dei segnali di partecipazione dei giovani e dei segnali di esaurimento a scuola.

Alcune informazioni sull’implementazione di questa ricerca: Quante persone vi hanno partecipato, ci sono stati momenti inaspettati o esisti sorprendenti, eccetera?

Ingrida: É stato uno studio piuttosto lungo. L’intero studio è durato tre anni, lo abbiamo somministrato agli studenti di sette scuole di un distretto in Lituania: abbiamo incontrato gli studenti 3 volte, una volta all’anno. Abbiamo dato loro le stesse domande. Dunque, l’intero processo ha richiesto molto impegno, molto tempo. Avevamo bisogno di avere un buon contatto con gli studenti. Abbiamo provato a motivarli ad aiutarci a rispondere alle medesime domande, che a volte sembravano loro noiose, ma siamo stati contenti di averlo fatto!

Se la vostra ricerca fosse un dispositivo medico, cosa sarebbe?

Rimantas: Credo che come dispositivo medico sarebbe molto vicino ad uno bisturi da chirurgo, perché è così preciso. Perciò il nostro studio era quantitativo, longitudinale, che significa che abbiamo ottenuto un campione abbastanza rappresentativo degli adolescenti in Lituania e abbiamo usato strumenti piuttosto validati per misurare queste esperienze e gli stili identitari informativi, e alla fine abbiamo condotto un’analisi statistica piuttosto complicata, che fornisce una stima piuttosto precisa di queste relazioni, perciò questo è il motivo per cui credo che assomigli ad un bisturi da chirurgo.

Quali sono le 4 parole chiave della vostra ricerca?

Rimantas: Le principali parole chiave, secondo me, sarebbero: Chi sono e come sviluppo il senso di chi sono…

Ingrida : ...a cosa voglio fare a scuola e come mi sento a scuola.

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"How does School Experience Relate to Adolescent Identity Formation Over Time? Cross-Lagged Associations between School Engagement, School Burnout and Identity Processing Styles"

Authors: Rasa Erentaitė, Rimantas Vosylis, Ingrida Gabrialavičiūtė, Saulė Raižienė

"Journal of Youth and Adolescence", Volume 47, Issue 4, April 2018.

Identità scolastica e vocazionale

Un'intervista con Dr. Oana Negru-Subtirica

Quali erano le domande principali a cui hai cercato di rispondere con la tua ricerca?

Sai come dicono? Che se ti piace la scuola, amerai il lavoro. Ecco, diciamo questo, ma sappiamo molto poco su questo modo di dire in adolescenza, quando il lavoro è una dimensione davvero molto distante dalla vita di un adolescente. Perciò, in questa ricerca volevamo vedere come l’educazione e il lavoro sono collegati attraverso l’identità.
Gli adolescenti hanno molte preoccupazioni, tuttavia, il lavoro che faranno in un futuro molto distante non è una di queste. Nonostante ciò, molte delle scelte che fanno durante il periodo della scuola influenzano le loro decisioni circa il loro futuro.

Leggi di più... Che risposte avete trovato a queste domande?

Negli anni della scuola gli impegni educativi/scolastici – dunque gli studenti che erano molto impegnati nella propria istruzione – aiutavano e rinforzavano gli impegni vocazionali o le scelte riguardo i campi di lavoro futuro. Ciò significa che , per esempio, uno studente che era molto coinvolto nella propria istruzione diventava nel tempo anche molto coinvolto nella propria scelta del lavoro futuro. Ciò è incredibilmente importante, perché significa che gli studenti che hanno dato senso alla propria istruzione hanno dato significato anche al loro lavoro futuro o alla loro vocazione/attitudine. Un altro risultato importante è che la flessibilità delle vocazioni/attitudini, intendendo che mantieni aperte le tue scelte – ti piace un lavoro- per esempio un lavoro – per esempio voi diventare carpentiere o dottore – questa flessibilità vocazionale aiuta a mantenere gli impegni scolastici. Perciò, ti aiuta a diventare più contento, più coinvolto nella tua istruzione: Ciò significa che questo tipo di flessibilità di fatto ti prepara a questo molto mutevole campo del lavoro, è di grande aiuto per rinforzare il coinvolgimento nell’istruzione.

Cosa ti è piaciuto di più/hai trovato più eccitante riguardo la tua ricerca?

Nel mondo contemporaneo si dice sempre che abbandonare i propri obiettivi non è un bene, che ti rende incerto , non pare bello. A volte dicono anche che sei un perdente se abbandoni i tuoi scopi. Questa flessibilità nelle vocazioni di cui parliamo, il fatto che non sei focalizzato in una sola direzione, ma ti tieni aperte una serie di opzioni, è di fatto un buon modo per rinunciare ai tuoi obiettivi. Perché significa che tieni a mente quell’unico scopo e che ti rende più flessibile per la tua istruzione e anche per il tuo lavoro futuro. Perciò, tenere attive più opzioni e essere pronto a riconsiderarne alcune è un buon modo di abbandonare i tuoi obiettivi.

In che modo può essere utile? Pensate a 2 esempi.Cosa può imparare una persona giovane dalla vostra ricerca?

Credo che un giovane, tu o io, noi, ci chiediamo sempre – perché sto a scuola? Perché imparo ciò che imparo a scuola? Attraverso questo studio capirai che essere coinvolto nella scuola ed attenersi alla propria istruzione ti aiuta a scoprire di più su cosa vuoi fare con il tuo lavoro futuro, che la scuola ha uno scopo distante, più ampio, che alla fine può renderti più felice.
Dalla prospettiva del professionista, sia che sia un insegante o consulente, puoi vedere che puoi aiutare gli studenti a due livelli per renderli più coinvolti nella loro istruzione o nella loro vocazione/attitudine. (Puoi vedere) che l’istruzione e la vocazione/attitudine sono strettamente collegate e che considerando e analizzando il modo in cui gli adolescenti si impegnano in esse, esplorano e riconsiderano gli obiettivi educative e attitudinali, puoi usare l’uno ol’lator per aiutarli tramite una consulenza o durante le lezioni.

Alcune informazioni sull’implementazione di questa ricerca: Quante persone vi hanno partecipato, ci sono stati momenti inaspettati o esisti sorprendenti, eccetera?

Hanno partecipato a questo studio oltre 1000 adolescenti, 2 ricercatori e 10 assistenti alla ricerca. Poiché gli adolescenti hanno compilato il questionario 3 volte durante un anno scolastico, è stato molto interessante il fatto che abbiamo notato che essi avevano iniziato a riflettere maggiormente sulle propria istruzione e le proprie carriere. E poiché abbiamo offerto alla fine del programma anche la possibilità di partecipare a work-shop di auto-sviluppo, esse hanno effettivamente apprezzato il fatto di pensare di più alla propria istruzione e alle proprie carriere al di là delle lezioni.

Quali sono le quattro parole chiave della vostra ricerca?

Istruzione, carriera, periodo dell’adolescenza.

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"Reciprocal Associations between Educational Identity and Vocational Identity in Adolescence: A Three-wave Longitudinal Investigation"

Authors: Oana Negru-Subtirica, Eleonora Ioana Pop

"Journal of Youth and Adolescence", Volume 47, Issue 4, April 2018.

Formazione dell’identità e del carattere

Un'intervista con Ewa Topolewska-Siedzik

Quali erano le domande principali a cui hai cercato di rispondere con la tua ricerca?

Come i giovani dai 13 a 16 anni cercano risposta alla domanda su chi sono nel mondo? Come differiscono o sono la stessa cosa? Qual è il ruolo del loro carattere in tale processo? One can say personality plays important role in the way how people behave. We conducted longitudinal research what means that we studied the same people five time in the period of 1,5 years. We wanted to find how personality traits influence the way of identity formation in two groups: younger and older adolescents.
Si può dire che la personalità gioca un ruolo importante nel come le persone si comportano. Abbiamo condotto una ricerca longitudinale, il che significa che abbiamo studiato le stesse persona cinque volte lungo un periodo di un anno e mezzo. Volevano trovare come la personalità influenza il modo in cui si forma l’identità in due gruppi: gli adolescenti più giovani e quelli più anziani.

Leggi di più... Che risposte avete trovato a queste domande?

I giovani esplorano chi sono sempre di più col crescere dell’età. In aggiunta, possiamo dire che i più vecchi cercano di più e in modo più attivo. Cosa significa? Possiamo dire che ci sono due elementi di forza nella nostra personalità. Il primo è associato alla crescita, con il modo in cui, per esempio, vogliamo trovare qualcosa più di quanto più di quanto abbiamo ragione a farlo. Il secondo punto di forza è associato con il modo in cui vogliamo mantenere esattamene le stesse cose in tutti i nostri comportamenti. E questi due elementi di forza influenzano il modo in cui i giovani cercano risposta alla domanda chi sono io, o cosa voglio essere nel futuro. Ma ciò che importa è che la plasticità, il primo elemento di forza nella personalità che è associato con la crescita, influenza anche il corso dell’esplorazione e della formazione dell’identità, ma solo per gli adolescenti più giovani. Perciò i tredicenni-quindicenni. A più tardi, tra i più grandi non funziona affatto.

Cosa ti è piaciuto di più/hai trovato più eccitante riguardo la tua ricerca?

La cosa più importante ed eccitante è che gli adolescenti più giovani ei più anziani differivano davvero nel modo in cui si impegnavano nella questione identitaria. E, cosa ancora più importante, la personalità gioca un ruolo completamente diverso durante l’inizio dell’adolescenza e nel periodo di mezzo. Non possiamo considerare la giovinezza come un periodo uniforme. Gli adolescenti più giovani e i più grandi si comportano in modo diverso.

Alcune informazioni sull’i8mplementazionw della ricerca: Quante persone vi hanno partecipato, ci sono stati momenti inaspettati o esisti sorprendenti, eccetera?

Hanno partecipato alla ricerca quasi 2000 adolescenti polacchi. Abbiamo fatto loro visita 5 volte a sucola. Ciò significa che a vuole è difficile rispondere 5 volter alle stesse domande. Perciò abbiamo preparato in anticipo regali speciali, workshops and anche una pubblicazione dedicata solo ai teenagers che hanno partecipato al nostro progetto, e ci sono le parole polacche “moja droga” – la mia via: chi sono e quali sono i miei punti di forza.

Se la vostra ricerca fosse un dispositivo medico, cosa sarebbe?

Credo i raggi X o la risonanza magnetica. Perché? Perché abbiamo cercato di cogliere cose che sono difficili da vedere nella vita di tutti i giorni, la connessione tra l’identità e la personalità dei giovani

Quali sono le 4 parole chiave della vostra ricerca?

Le differenze tra adolescenti più giovani e più anziani.

In che modo può essere utile? Pensate a 2 esempi: Cosa può imparare una persona giovane dalla vostra ricerca?

È normale che a volte tu non sappia cosa vuoi e chi sei davvero. Hai ancora un sacco di tempo per scoprire la tua preferenza. Noi tutti siamo diversi nel bisogno di aprirsi agli altri e all’ambiente, così come nel bisogno di proteggere i nostri scopi, le interpretazioni e le strategie. Ciò significa che la nostra personalità –cosa siamo- influenza l’intensità del processo di formazione dell’identità, perciò non devi fare esattamente le stesse cose che fanno gli altri, puoi seguire le tue preferenze, finché non dannaggi gli altri. È normale che i giovani tra i 13 e i 15 anni e quelli più grandi, tra i 16 e 18, differiscano nel loro impegno nella ricerca di risposte e che durante l’adolescenza questo bisogno cresca.

Cosa può applicare di essa un insegnante/ persona che opera con i giovani al lavoro con i giovani?

Come adulti dovremmo ricordare che le persone sono diverse e, di conseguenza, è impossibile trovare un unico modo appropriato per la formazione dell’identità dei giovani. Perciò il modo appropriato è che i giovani possano seguire per essere responsabili e consapevoli delle proprie preferenze. È in modo particolare importante quando realizziamo che il carattere, dunque la personalità, influenza.

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"Trajectories of Identity Formation Modes and Their Personality Context in Adolescence"

Authors: Ewa Topolewska-Siedzik, Jan Cieciuch

"Journal of Youth and Adolescence", Volume 47, Issue 4, April 2018.

Identià e benessere

L’intervista con Dominika Karaś

Quali tematiche hai affrontato nella tua ricerca?

La nostra ricerca intendeva rispondere alla domanda “come la formazione dell’identità in vari ambiti esistenziali contribuisce ad esperire benessere e quali ambiti esistenziali sono cruciali per la promozione del benessere dei giovani. Per identità intendiamo la risposta alla domanda “chi sono io?” nei domini di vita importanti per i giovani adulti. La ricerca della risposta a questa domanda è connessa all’esplorazione di varie alternative di vita, varie possibilità, e all’impegno in alcune di queste.
I domini che abbiamo incluso nella ricerca erano: caratteristiche di personalità, visioni del mondo, passatempi ed interessi, esperienze di vita, piani per il futuro, e le relazioni con gli altri.

Leggi di più... Che risposte hai trovato a queste domande?

Abbiamo trovato che tra i tre processi identitari , due contribuivano fortemente al benessere nella maggior parte degli ambiti esistenziali esaminati e che questi processi erano l’impegno identitario (che significa le decisioni fatte in un domini identitario rilevante) e l’esplorazione in profondità (che intendiamo la ricerca di informazioni circa gli impegni esistenti). Il terzo processo, la riconsiderazione dell’impegno (definita come l’avere dubbi circa le scelte identitarie attuali) riduceva il benessere individuale. Tuttavia, queste relazioni non erano presenti in tutti i domini esaminati.

Quali sono stati, a tuo parere, i risultati più esaltanti?

Il risultato più esaltante e sorprendenti era il fatto che i domini esistenziali effettivamente differivano in merito alla relazione tra identità e benessere e che per il benessere dei giovani la cosa più importante era il domino personale , e ciò significa che avere risposte forti e relativamente stabili alle domande “quali sono le mie caratteristiche chiave di personalità? Quali sono i miei elementi di personalità che sono più importanti per rispondere alla domanda “chi sono io?” sono legati al benessere esistenziale.

Cosa può apprendere un giovane o un professionista da essa?

Credo che sia i giovani che gli insegnanti o altri tipi di professionisti che lavorano con i giovani possano imparare dalla nostra ricerca che le esplorazioni dell’identità sono estremamente importanti per il benessere di vita. Perciò, conoscere chi sono in vari domini e rafforzare lo sviluppo identitario nella scuola è estremamente importante per lo sviluppo dei giovani.

Come hai realizzato la ricerca?

Abbiamo esaminato più di 1300 giovani. Alcuni hanno completato il questionari on-line, altri usando questionari standard cartacei. Li abbiamo contattati in vari contesti, come le università, i luoghi di lavoro, i gruppi di discussone, i siti web e così via.. in aggiunta, abbiamo usato strumenti psicologici affidabili per misurare i processi di identità e il benessere.

Se questa ricerca fosse uno strumento medico, cosa sarebbe?

Credo potrebbe essere una città, perché abbiamo cercato di ottenere la figura piena, completa delle relazioni esaminate e abbiamo cercato di catturare l’intera varietà degli ambiti di vita importanti per i giovani e la loro identità.

Puoi descrivere la tua ricerca in 4 parole?

Credo che le quattro parole più importanti per la nostra ricerca siano: ovviamente identità, benessere e, impegni identitario, e esplorazione dell’identità.

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"The relationship between identity processes and well-being in various life domains"

Authors: Dominika Karaś, Jan Cieciuch

"Journal of Youth and Adolescence", Volume 47, Issue 4, April 2018.

PIdentità personale e sociale

Un'intervista con Dr. Flavia Albarello

Qual è la tua domanda di ricerca?

La ricerca riguardava le scelte dei giovani rispetto al dominio scolastico e relazionale e la loro identificazione con il gruppo dei compagni di classe e con quello dei loro migliori amici.

Leggi di più... Risultati?

Abbiamo trovato diversi risultati interessanti, ma il più importante era che la misura in cu una persona giovane era felice della propria relazione con i compagni di classe influiva sull’impegno che questa metteva nella sua scelta scolastica e che la misura in cui egli/ella era contento dei propri amici influenzava l’impegno messo nella relazione con i migliori amici.

Il risultato più eccitante?

Il risultato più eccitante era che l’identificazione con i compagni di classe e con gli amici influiva sulle scelte personali dell’individuo nell’ambito scolastico e in quello personale, il che significa, ad esempio, che sapere che se un/a giovane è contento della sua classe e si impegna nella relazione con i compagni di classe e gli amici, allora è anche più soddisfatto/a e coinvolto/a nel suo corso di studi e nelle relazioni più importanti con i migliori amici.

Cosa possono imparare da esso gli inseganti e i giovani?

Questa ricerca dice agli insegnanti che se sono in grado di costruire un clima piacevole e indurre i giovani ad indentificarsi con i propri compagni di classe come un gruppo unico, allora gli studenti potranno avere maggior successo scolastico ed essere coinvolti in ciò che studiano. I giovani possono anche comprendere che la misura in cui sono in credo di creare relazioni positive con gli altri, con gli amici è efficace bel renderli capaci di creare relazioni forti con gli amici o i partner in futuro. (Tale ricerca può insegnare ai giovani ) che avere relazioni buone con gli altri ed ad identificarsi con gli amici può essere molto utile per loro nel futuro.

Alcune idee circa l’implementazione della ricerca.

Abbiamo condotto questa ricerca durante un intero anno accademico. I partecipanti hanno risposto al medesimo questionario 3 volte, a distanza di tre mesi circa l’una dall’altra. Innanzitutto, abbiamo ottenuto il consenso informato dei partecipanti e dei loro genitori e il fatto più interessante è che i questi erano molto contenti di partecipare alla ricerca su di sé e la loro identità personale, erano vogliosi di comprendere qualcosa su di sé, erano molto aperti nei nostri riguardi e a domande personali , e i risultati a tale riguardo sono stati molto interessanti.

Quale strumento medico potrebbe riassumere la ricerca?

Credo che la nostra ricerca possa essere definita come una pastiglia di vitamine per i giovani per incrementare le loro relazioni con gli altri a scuola, con gli amici, e per farli sentire meglio in questo contesto.

Parole chiave?

Le principali parole chiave di questo lavoro sono: gioventù; identità personale che è il modo in cui definisco me stesso/a, cosa decido che voglio essere, per esempio un insegnante, uno studente, una madre, un/a chirurgo/a; identità sociale (che si riferisce all’importanza che il gruppo a cui appartengo ha nella mia vita, la mia relazione con gli altri; e studi longitudinali, che significa il metodo che abbiamo usato per studiare lo sviluppo dell’identità personale e sociale.

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"I and Us: A Longitudinal Study on the Interplay of Personal and Social Identity in Adolescence"

Authors: Flavia Albarello, Elisabetta Crocetti, Monica Rubini

"Journal of Youth and Adolescence", Volume 47, Issue 4, April 2018.

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